Le relazioni di coppia attraversano inevitabilmente momenti di cambiamento, difficoltà e crisi. Tuttavia, ci sono situazioni in cui il disagio diventa persistente e ci si ritrova a pensare sempre più spesso: “Mi sento infelice nella relazione”, “Mi sento spenta nella relazione” oppure “Sto male nella relazione ma non capisco perché”.
Spesso queste persone arrivano in terapia con un dubbio difficile da sciogliere: non ci sono necessariamente tradimenti, conflitti continui o eventi particolarmente gravi, eppure qualcosa sembra essersi incrinato. Si continua a stare insieme, si condividono spazi, abitudini e progetti, ma il benessere che un tempo caratterizzava il rapporto sembra essersi affievolito.
Dal punto di vista interazionista, il problema non riguarda quasi mai una singola persona o un singolo comportamento. Le relazioni sono costruzioni condivise che si sviluppano attraverso significati, aspettative, ruoli e modalità di interazione che si trasformano nel tempo.
Sono la dott.ssa Maddalena Bernardi, psicologa online e psicoterapeuta interazionista. In questo articolo cercheremo di comprendere perché una relazione può diventare fonte di sofferenza, come riconoscere i segnali di disagio e quando può essere utile intraprendere un percorso di psicoterapia individuale o di terapia di coppia online.
Mi sento infelice nella relazione: cosa significa davvero?
Dire “mi sento infelice nella relazione” non significa necessariamente che la relazione sia destinata a terminare.
Molte persone interpretano immediatamente questa sensazione come la prova che non amano più il partner o che la coppia sia giunta al capolinea. In realtà, il vissuto di infelicità può assumere significati molto diversi.
Può riguardare:
- bisogni relazionali che non trovano spazio;
- difficoltà comunicative;
- cambiamenti personali;
- aspettative reciproche non esplicitate;
- conflitti evitati;
- momenti di transizione della vita.
Dal modello interazionista, l’infelicità non viene letta come una caratteristica individuale ma come il risultato delle modalità attraverso cui la coppia costruisce il proprio modo di stare insieme.
Per questo motivo, prima di chiedersi se lasciare o restare, può essere utile comprendere che cosa stia realmente generando il disagio.
Sto male nella relazione ma non capisco perché
Una delle situazioni più frequenti è quella di chi afferma: “Sto male nella relazione ma non capisco perché.”
Questa esperienza può essere particolarmente frustrante. La persona percepisce un disagio autentico, ma fatica a identificarne l’origine.
A volte il problema non è immediatamente visibile perché non si manifesta attraverso litigi continui o eventi evidenti.
Possono esserci invece:
- distanza emotiva;
- routine rigide;
- mancanza di progettualità condivisa;
- difficoltà nel parlare di sé;
- senso di incomprensione;
- progressivo allontanamento affettivo.
Molte coppie si accorgono di stare male soltanto quando il disagio è diventato ormai molto intenso.
Dal punto di vista interazionista, comprendere una crisi significa osservare le modalità di interazione che si sono costruite nel tempo e il significato che ciascun partner attribuisce alla relazione.
Mi sento spenta nella relazione: quando viene meno il coinvolgimento emotivo
Tra le espressioni più comuni che emergono in terapia c’è: “Mi sento spenta nella relazione.”
Questa sensazione può manifestarsi come:
- perdita di entusiasmo;
- riduzione del desiderio;
- minore interesse nel condividere esperienze;
- sensazione di vivere la relazione per abitudine;
- difficoltà a immaginare il futuro insieme.
Sentirsi spenti non significa necessariamente non amare più il partner.
Spesso indica che alcuni aspetti importanti della relazione hanno smesso di trovare spazio o che la coppia sta attraversando una fase di ridefinizione.
Le relazioni non sono realtà statiche. Cambiano continuamente insieme alle persone che le compongono.
Per questo motivo, ciò che funzionava alcuni anni fa potrebbe non essere più sufficiente oggi.
Quando il partner non è il vero problema
Un aspetto importante riguarda il rischio di attribuire tutto il disagio esclusivamente al partner.
Quando si sta male, può sembrare naturale individuare nell’altro la causa principale della sofferenza.
In realtà, molte volte il malessere nasce dall’interazione tra:
- aspettative reciproche;
- bisogni non comunicati;
- cambiamenti personali;
- contesti di vita;
- significati attribuiti alla relazione.
In una coppia, la responsabilità è, nella maggior parte dei casi, condivisa. Il funzionamento di una relazione emerge dall’interazione tra i partner.
Mi sento infelice nella relazione ma ho paura di lasciarlo
Molte persone convivono per anni con una relazione che non le soddisfa pienamente.
Non sempre la difficoltà principale riguarda il capire se si sta bene o male. Spesso riguarda il riuscire a immaginare la propria vita senza quella relazione.
Le domande diventano:
- E se me ne pentissi?
- E se rimanessi solo/a?
- E se stessi sbagliando?
- E se il problema fossi io?
Le relazioni contribuiscono alla costruzione della nostra identità. Essere partner di qualcuno significa occupare un ruolo che spesso diventa parte integrante della rappresentazione che abbiamo di noi stessi.
Per questo motivo, lasciare una relazione può risultare difficile anche quando il disagio è evidente.
Se ti riconoscessi in queste difficoltà, potrebbe esserti utile leggere anche l’articolo “Chiudere una relazione: perché a volte è così difficile?“, in cui approfondisco proprio i motivi che possono rendere complessa la chiusura di una relazione.
Quando una crisi di coppia può essere un’opportunità
La parola crisi viene spesso associata esclusivamente a qualcosa di negativo.
In realtà, una crisi di coppia può rappresentare anche un momento di ridefinizione e cambiamento.
Molte relazioni attraversano fasi in cui diventa necessario:
- ridefinire aspettative;
- modificare abitudini;
- affrontare conflitti evitati;
- costruire nuove modalità di comunicazione.
Una crisi non coincide necessariamente con la fine della relazione.
Può invece rappresentare l’occasione per interrogarsi sul significato che la coppia ha assunto nel tempo e sulle modalità con cui i partner desiderano proseguire il proprio percorso.
Terapia di coppia online: quando può essere utile
Quando il disagio coinvolge le interazioni della coppia, la terapia di coppia online può offrire uno spazio protetto di confronto e comprensione.
Molte persone si rivolgono alla terapia di coppia pensando che il terapeuta debba stabilire chi abbia ragione e chi abbia torto.
In realtà, l’obiettivo è comprendere come si costruiscono le difficoltà relazionali e quali modalità alternative possano essere sviluppate.
La terapia di coppia online può essere utile quando:
- la comunicazione è diventata difficile;
- i conflitti sono frequenti;
- ci si sente emotivamente distanti;
- è presente una crisi di fiducia;
- uno dei partner si sente infelice nella relazione;
- la coppia desidera comprendere se e come proseguire insieme.
La modalità online permette inoltre una maggiore flessibilità organizzativa ed è particolarmente utile per coppie che vivono in città diverse, all’estero o che hanno difficoltà a conciliare gli impegni quotidiani.
Quando la terapia di coppia può non essere utile
È importante sottolineare che la terapia di coppia non è sempre la soluzione più indicata.
Ad esempio, può risultare poco efficace quando:
- uno dei due partner ha già deciso di interrompere la relazione;
- si cerca un giudice che stabilisca chi abbia ragione;
- non esiste alcuna disponibilità al confronto;
- sono presenti situazioni di violenza psicologica, fisica, sessuale o economica.
Se vuoi approfondire questo tema, puoi leggere anche l’articolo “Terapia di coppia: quando è inutile e quando funziona?“, in cui analizzo più nel dettaglio le situazioni in cui il percorso di coppia rischia di essere poco efficace o controproducente.
Psicoterapia online e difficoltà relazionali
Non sempre il disagio nella relazione richiede necessariamente una terapia di coppia.
In alcuni casi può essere utile iniziare un percorso individuale per comprendere meglio i propri bisogni, le proprie aspettative e il significato che la relazione assume nella propria vita.
Nel mio approccio interazionista, il lavoro terapeutico si concentra sulla comprensione delle modalità attraverso cui la persona costruisce le proprie relazioni e attribuisce significato alla propria esperienza.
La psicoterapia online può aiutare a:
- comprendere il proprio malessere relazionale;
- migliorare la comunicazione;
- affrontare crisi affettive;
- sviluppare maggiore consapevolezza di sé;
- prendere decisioni più consapevoli sulla relazione.
Comprendere il disagio per scegliere la direzione della relazione
Se ti ritrovi a pensare “mi sento infelice nella relazione”, “mi sento spenta nella relazione” oppure “sto male nella relazione ma non capisco perché”, è importante non ignorare questi segnali.
Il disagio non indica automaticamente che la relazione debba finire, ma rappresenta un invito a comprendere ciò che sta accadendo tra te, il partner e la relazione stessa.
Secondo la prospettiva della psicoterapia interazionista, le difficoltà di coppia non vengono lette come problemi individuali, ma come fenomeni che emergono dall’interazione tra le persone e dai significati costruiti nel tempo.
Se senti il bisogno di approfondire questi aspetti, un percorso di psicoterapia online o di terapia di coppia online può offrirti uno spazio di ascolto e riflessione per comprendere meglio la situazione e costruire nuove possibilità di scelta e cambiamento.